Performance di danza e violino con Manuela Rapi e Martselina Davitaya
ZEFIRO, quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante
Martedì 27 agosto
La Danza da Oriente a Occidente attraverso la Spagna
Performance di danza e violino con Manuela Rapi e Martselina Davitaya
I Primi ballerini Manuela Rapi e Alessandro Ciardini insieme alla soprano Dominka Zamara saranno accompagnati dall'Orchestra Nuova Europa e da due gruppi di allievi.
Il programma spazia dalla danza classica al Classico spagnolo mettendo in scena alcune danze di Schiaccianoci, il Minuetto e il Fandango di Boccherini. il Bolero di Ravel e i brani più celebri della Carmen di Bizet.
Evento organizzato da Omega Musica
I biglietti già in vendita on line potranno essere acquistati anche il giorno stesso al Teatro.
INFO: 338 2566236 www.omegamusica.org e Teatrodante Carlo Monni, 055 8940864

1. Scarpette da mezza punta NUOVE in pelle nera marca Freddy n°36 con elastico e custodia in stoffa.
3. Tutù Degas rosa con body
incorporato, taglia medie, buone condizioni, il tulle verde si può togliere.
Vendo direttamente in zona Firenze ma posso anche spedirli in tutta Italia. Le taglie sono tra il 42 ed il 44, su richiesta poso fornire misure precise.
Per tentare di scoprirlo potremmo provare a domandarci se e quanto piacere traiamo dai momenti di studio, dalla classe di danza e se questo piacere sia maggiore o minore rispetto a quello che sentiamo andando in scena. Se insomma ci attira o ci appaga di più una buona lezione o il danzare su un palco; se ci teniamo di più ad apprendere, crescere ed a migliorare o se il nostro principale obiettivo il diventare più bravi degli altri, esibirsi ed ottenere plauso e complimenti.
Per
essere credibili bisogna prima di tutto credere in quello che facciamo e per
crederci davvero bisogna che quello che facciamo sia autentico e venga da dentro di noi. L’importante secondo
me è che ogni gesto ed ogni
atteggiamento abbiano un loro perché,
che rispondano ad una intenzione o ad una sensazione realmente provata. Questo
principio è la base del mio modo di insegnare ed anche di danzare: quello che
mi preme di più è dire il vero con la mia danza ed essere autentica mentre
ballo, non è dimostrare agli altri quello che sono capace di fare.
La classe di un ballerino si rivela ancor prima che inizi a danzare quando sta fermo, si vede dal modo in cui si riscalda e si prepara ad andare in scena, dall’atteggiamento che tiene dietro le quinto e dal modo di camminare.
Tra tutte le arti la Danza è sempre stata la più povera, se un teatro è in crisi il primo ad essere tagliato è il Ballo. La Danza non ha avuto mai grandi mecenati, più che altro si è retta sempre grazie agli amatori, e sono prevalentemente i gusti del pubblico a determinare la sopravvivenza di un genere di danza piuttosto che un altro, nel bene e nel male. Indipendentemente dai meccanismi che influenzano gusti e mode (argomento che non voglio toccare), di fatto le repliche di uno spettacolo dipendono in gran parte dall’affluenza degli spettatori così come un corso di danza va avanti solo se c’è un numero sufficiente di allievi. Le scuole di ballo vivono soprattutto sugli amatori, adulti e bambini; sono gli amatori che danno lavoro ai professionisti. I maestri di danza avrebbero pochissimi allievi se insegnassero solo ai professionisti o a chi aspira a diventarlo. Se nessuno andasse a vedere spettacoli di danza, i teatri non metterebbero balletti in programmazione e le compagnie si scioglierebbero. I ballerini di professione dovrebbero trovare altri modi per mantenersi e senza alcuna prospettiva di lavoro non ci sarebbero più nemmeno corsi di formazione professionale e le scuole di danza finirebbero col chiudere i battenti. Tante danze antiche anche bellissime sono state completamente dimenticate perché non interessavano più a nessuno. Altre invece hanno avuto una sorte decisamente migliore come il Flamenco per esempio che si è salvato grazie alla passione che ha suscitato a livello internazionale. Il Flamenco è sopravvissuto e continua a fiorire soprattutto grazie a tantissime persone che lo seguono da ogni parte del mondo, che lo studiano e che vanno appositamente in Spagna per viverlo da vicino. Tutti questi amatori, che nella vita quotidiana sono dediti a mille cose diverse, sono finanziatori più o meno inconsapevoli che per coltivare la propria passione investono in quest’arte sostenendola e mantenendola sempre viva. Gli amatori non sempre sono buoni intenditori, è vero, ma in ogni caso è grazie soprattutto a loro che in Spagna proliferano scuole e tablao flamenchi e che i festival sono affollatissimi. Tanti musicisti, ballerini, cantaor e maestri non avrebbero di che vivere se il Flamenco non fosse tanto amato anche dagli stranieri.
Josè Fernando Hiram del Rio Peluch il mio primo maestro di Danza Spagnola, coreografo produttore madrileno, premio internazionale A.I.C.S. Una vita per la danza (nella foto), direttore della Compagnia Italiana di Balletto Spagnolo
Roberta Bongini (a destra) la mia maestra di Danza Espressiva araba ® e di coreografia, danzatrice, attrice, regista e coreografa nonché fondatrice del Teatro dell’Arcano con Kassim Bayatly (regista iracheno studioso di teatro e cultura araba)