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lunedì 26 agosto 2024

Danza e violino 27 agosto Firenze


Performance di danza e violino con Manuela Rapi e Martselina Davitaya

ZEFIRO, quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante

Martedì 27 agosto


 

martedì 7 maggio 2024

Rondò veneziano 12 maggio Firenze


 

Domenica 12 maggio ore 21

Concerto e danze sui brani del gruppo celebre negli anni '80 Rondò veneziano che ha rivisitato la musica barocca in chiave pop e rock.

TeatroDante Carlo Monni

Alle porte di Firenze

lunedì 19 giugno 2023

Rondò veneziano concerto e danza Firenze 30 giugno 2023


Venerdì 30 giugno 
Concerto di musica neo - barocca con interventi di danza in costume d'epoca 
con Manuela Rapi e Alessandro Ciardini al ballo e i musicisti di Ensemble OMEGA.
Ore 21,15
Terrazza del Forte Belvedere di Firenze

Biglietti in vendita on line
INFO 338 2566236 Omega Musica

Possibilità di prenotare un tavolo per apericena telefonando a 333 9222543

Dove: Via San Leonardo 1 Firenze


giovedì 1 dicembre 2022

Domenica 18 dicembre alle ore 17,00, concerto di danza e musica classica e spagnola al TeatroDante di Campi Bisenzio alle porte di Firenze.

I Primi ballerini Manuela Rapi e Alessandro Ciardini insieme alla soprano Dominka Zamara saranno accompagnati dall'Orchestra Nuova Europa e da due gruppi di allievi.

Il programma spazia dalla danza classica al Classico spagnolo mettendo in scena alcune danze di Schiaccianoci, il Minuetto e il Fandango di Boccherini. il Bolero di Ravel e i brani più celebri della Carmen di Bizet.

Evento organizzato da Omega Musica

I biglietti già in vendita on line potranno essere acquistati anche il giorno stesso al Teatro.

INFO: 338 2566236  www.omegamusica.org e Teatrodante Carlo Monni, 055 8940864 


giovedì 7 giugno 2018

Raksa Kayriya San Salvi 27 giugno 2018

Siamo alla tredicesima edizione del nostro spettacolo di beneficenza, quest'anno l'incasso oltre che al canile di Sesto Fiorentino sarà devoluto anche ad una associazione che si occupa dei levrieri spagnoli. 
Oltre a presentare come ogni anno il mio nuovo assolo (che questa volta sarà su una bellissima canzone sefardita) danzerò due coreografie con Alessandro Ciardini: il Fandango di Boccherini e Oblivion  di Piazzolla.

Lo spettacolo di danza di vari generi inizia alle 21,30.
San Salvi Città aperta Chille de la Ballanza  Via di San Salvi 12 Firenze

lunedì 5 febbraio 2018

Musica e danze del '700 a Firenze 18 febbraio

Domenica 28 febbraio concerto pomeridiano di un quintetto d'archi con interventi di danza del '700, ingresso gratuito.


Musiche danze costumi e sapori nel Granducato dei Lorena in Toscana
presso l'Auditorium Folco Portinari CR Firenze (vicino a Piazza del Duomo) ore 18,00

Con la partecipazione di:
Orchestra Nuova Europa, dei danzatori professionisti Manuela Rapi e Alessandro Ciardini.

Musiche di: Boccherini, Mozart, Haendel e Nardini
Danze su brani di Boccherini: Minuetto, Fandango e il notturno di Madrid


Offerta libera per il Meyer e per la ricerca dei tumori neuroligici infantili

martedì 24 ottobre 2017

Vendo costumi e scarpe danza usati e nuovi

Vendo costumi, accessori e scarpe di Flamenco, danza classica e danza araba, nuovi o usati da me in buone condizioni con possibilità di essere provati per chi sta vicino a Firenze. Spedisco in tutta Italia con costi a carico dell'acquirente. mr.nonsoloflamenco@gmail.com
Danza spagnola:
 1. Scarpe da Flamenco NUOVE di Gallardo numero 6 in pelle nera con elastico modello semi-professional

2. Camicia misto seta viola chiaro maniche a ¾ con doppio volant allo scollo rotondo, alle maniche ed in vita e bottoncini davanti taglia media, buone condizioni.

3. Gonna a balze leggermente svasate nera a palle bianche foderata taglia media: una balza bassa in vita e tre balze alte rifinite in bianco taglia terza chiusura lampo e Body nero a palle bianche elasticizzato taglia large con scollo a V davanti e profonda scollatura sulla schiena rifinita da un volant lungo spallini e scollatura.

Danza Araba:
1. Abito egiziano a rete di perline cannette blu notte elasticizzato taglia 42/44 abbinato ad abitino nero stretching come fodera per sopperire alla trasparenza, quasi nuovo (a sin)

2. Completo bellydance egiziano nuovissimo due pezzi bianco e nero tempestato di perline con ricche frange di perline taglia media abbondante: cintura alta (davanti e dietro) e reggiseno taglia terza con ganci resistenti e spostabili (sopra)


3. Completo sirenetta tre pezzi top, gonna e cintura taglia 42 tessuto elasticizzato di paillettes nere rifinito con strass: top con reggiseno incorporato attaccato tramite 3 fili di strass ad un collarino di paillettes con frangia di perline cannette nere al centro, schiena nuda; gonna a sirenetta di paillettes nere con spacco centrale davanti, arrotondata sul dietro, elastico a vita bassa; cintura di pallet nere con frange di perline cannette nere e un filo di strass. Scontatissimo.

4. Ali di Iside argento NUOVE con bastoni in legno e custodia con manici e zip.

Danza Classica:
1. Scarpette da mezza punta NUOVE in pelle nera marca Freddy n°36 con elastico e custodia in stoffa.

2. Tutù Degas bianco cucito a mano ottimo tulle, senza body, taglia media, usato pochissimo ottime condizioni

3. Tutù Degas rosa con body incorporato, taglia medie, buone condizioni, il tulle verde si può togliere.


mercoledì 24 maggio 2017

29 Giugno Danze a San Salvi per gli animali

Giovedì 29 giugno 2017 dodicesima edizione dello spettacolo di danza Raksa Khayriya in favore degli animali abbandonati.
La nostra serata a San Salvi come ogni anno presenterà danze di diversi generi (orientali, spagnole, classiche, contemporanee ecc.) grazie ad artiste che collaborano a quest'iniziativa fin dall'inizio come Gaia Scuderi (l'ideatrice), Manuela Rapi e Roberta Bongini (coreografa, regista, maestra di Danza Espressiva) ed a vari ospiti, alcuni nuovi ed altri che hanno partecipato a qualche precedente edizione.
Ingresso 10,00 euro: il ricavato sarà interamente devoluto al canile-gattile di Sesto Fiorentino.
Vi aspettiamo nel parco di San Salvi alle 21,30 presso la splendida location realizzata da Chille della Balanza.
Via di San Salvi 12, padiglione 16
50135 Firenze

mercoledì 25 gennaio 2017

Vendo costumi da danza e carnevale usati e nuovi

1. Abito da sera nero in tulle con busto di ciniglia tegla media 42/44, quasi nuovo, facilmente trasformabile in costume in maschera o da classico spagnolo (foto a sinistra)









2. Abito egiziano a rete di perline cannette blu notte elasticizzato taglia 42/44 abbinato ad abitino nero stretching come fodera per sopperire alla trasparenza, usato pochissimo quasi nuovo
3. Ali di Iside nuove argentate più custodia con manici a chiusura lampo (foto a sinistra)



4. Completo bellydance egiziano nuovissimo due pezzi bianco e nero tempestato di perline con ricche frange di perline taglia media abbondante: cintura alta (davanti e dietro) e reggiseno taglia terza con ganci resistenti e spostabili (foto a destra)














5. Completo sirenetta tre pezzi top, gonna e cintura taglia 42 tessuto elasticizzato di paillettes nere rifinito con strass: top con reggiseno incorporato attaccato tramite 3 fili di strass ad un collarino di paillettes con frangia di perline cannette nere al centro, schiena nuda; gonna a sirenetta di paillettes nere con spacco centrale davanti, arrotondata sul dietro, elastico a vita bassa; cintura di pallet nere con frange di perline cannette nere e un filo di strass. Quasi nuovo.



6. Camicia misto seta viola chiaro maniche a ¾ con doppio volant allo scollo rotondo, alle maniche ed in vita e bottoncini davanti taglia media, buone condizioni.

7. Gonna a balze leggermente svasate nera a palle bianche foderata taglia media: una balza bassa in vita e tre balze alte rifinite in bianco taglia terza chiusura lampo. Body nero a palle bianche elasticizzato taglia large con scollo a V davanti e profonda scollatura sulla schiena rifinita da un volant lungo spallini e scollatura.


8. Tutù Degas bianco cucito a mano ottimo tulle, senza body, taglia media, usato pochissimo ottime condizioni. (foto a sinistra)








9. Tutù Degas rosa con body incorporato, taglia medie, buone condizioni, il tulle verde si può togliere. (foto a destra)

10. Scarpe da Flamenco NUOVE di Gallardo numero 6 in pelle nera con elastico modello semi-professionale

11. Mezze punte NUOVE pelle nera n° 36 della Freddy con custodia di stoffa

martedì 26 maggio 2015

Tutù usati in vendita

Vendo tre dei tutù che ho indossato quando ero adolescente, usati pochissimo e conservati benissimo, buona qualità, ottime condizioni e prezzi d'occasione!
Vendo direttamente in zona Firenze ma posso anche spedirli in tutta Italia. Le taglie sono tra il 42 ed il 44, su richiesta poso fornire misure precise.
INFO mr.nonsoloflamenco@gmail.com

Nel dettaglio:
1. Tutù corto color glicine ricco e rifinito con passamaneria
 

 2. Tutù Degas bianco ottimo tulle, ricco e morbido, cucito a mano (senza body) foto a destra

3. Tutù Degas rosa completo di body (foto sotto)


giovedì 6 novembre 2014

La Danza è Arte

Ci sono ballerini vivono la danza esclusivamente come una continua sfida col proprio corpo e le leggi della fisica, sono convinti che ballare bene consista solo nel superare le umane possibilità fisiche, nel virtuosismo ostentato, mentre danzare è una cosa molto più sottile ed elevata, è spingersi oltre i limiti della percezione, comunicare al di là delle parole, espandere la propria sensibilità, farsi tutt’uno con la musica, perché la Danza è Arte non atletica.

lunedì 19 maggio 2014

Cosa vuol dire "avere passione per la Danza"?

Tutti quelli che hanno "passione" per la Danza amano veramente quest'Arte?

L’espressione comune “avere passione per un’attività, per una disciplina” anche se letteralmente significa avere un forte interesse per qualcosa, può contenere e sottintendere due tipologie di sentimento e di approccio apparentemente simili ma in realtà molto diversi fra loro. Uno è quello in cui sulla genuina inclinazione prevalgono ambizione e voglia di primeggiare e l’altro è il vero amore e la propensione per quell’attività, la voglia di dedicarvisi per il puro godimento che si trae nel praticarla. 
Quando diciamo di avere una passione per un’Arte, come per esempio la Danza, siamo proprio sicuri di nutrire un vero amore per questa disciplina con tutto il rispetto e la dedizione che merita, e che l’entusiasmo che ci accende non celi piuttosto una voglia inconscia di metterci in mostra? 
Per tentare di scoprirlo potremmo provare a domandarci se e quanto piacere traiamo dai momenti di studio, dalla classe di danza e se questo piacere sia maggiore o minore rispetto a quello che sentiamo andando in scena. Se insomma ci attira o ci appaga di più una buona lezione o il danzare su un palco; se ci teniamo di più ad apprendere, crescere ed a migliorare o se il nostro principale obiettivo il diventare più bravi degli altri, esibirsi ed ottenere plauso e complimenti.

martedì 6 maggio 2014

Il mio articolo su ABACO rivista di Cultura Contemporanea

Come a voi piace
ovvero la descrizione, l’indicazione o la ri- velazione degli scopi del tuo agire, del tuo fare arte e cultura

Quando un gruppo di persone si affida a me per avvicinarsi alla Danza quello che mi propongo è sviluppare la loro sensibilità nei confronti di quest’Arte, fornendogli gli strumenti per comprendere veramente questa disciplina,  per apprezzarla e praticarla con consapevolezza.  Mi piacerebbe smantellare gli stereotipi dalle loro menti, aiutarli a vedere l’essenziale ed a distinguere il vero dall’ostentazione.
Come insegnante e ballerina lavoro sul corpo e col corpo, ma lavoro anche col linguaggio sia quello dei gesti che quello delle parole, con la musica e con l’immaginazione.  Guidando i miei allievi attraverso movimenti che suscitano sensazioni, suggerendo loro musiche, immagini e figure che evocano uno stato d’animo,  una volta che hanno preso coscienza del proprio corpo (con le sue potenzialità ed i suoi limiti) cerco di portarli a “sentire il movimento” ed a percepire una corrispondenza tra movimenti e sensazioni. Concentrando la loro attenzione su cosa si sente quando la postura del corpo è corretta e quando non lo è, li porto a capire se una posizione ed un movimento sono giusti ed allo stesso tempo cerco di far sì che, una volta acquisiti ed eseguiti in maniera idonea, i movimenti non rimangano epidermici e vuoti ma diventino strumento di espressione.
Personalmente non trovo interessante che gli allievi imparino passi fine a se stessi o che riproducano atteggiamenti altrui; una sequenza imparata a memoria ed eseguita correttamente vale poco se il danzatore non l’ha fatta sua. Una buona esecuzione non è di alcun pregio se chi la esegue non ha un senso da dargli o se l’intento è solo quello di esibire le proprie abilità.
Per essere credibili bisogna prima di tutto credere in quello che facciamo e per crederci davvero bisogna che quello che facciamo sia autentico  e venga da dentro di noi. L’importante secondo me è che ogni  gesto ed ogni atteggiamento abbiano  un loro perché, che rispondano ad una intenzione o ad una sensazione realmente provata. Questo principio è la base del mio modo di insegnare ed anche di danzare: quello che mi preme di più è dire il vero con la mia danza ed essere autentica mentre ballo, non è dimostrare agli altri quello che sono capace di fare.
Quando qualcuno dei miei allievi capisce che il lavoro sul corpo e lo studio della tecnica sono assolutamente indispensabili per danzare ma allo stesso tempo non sono altro che un mezzo per esprimere e dare forma a qualcosa di più profondo, allora, indipendentemente da quanto bene questa persona riesca a ballare, io sono pienamente soddisfatta  nella convinzione che quando vedrà un balletto sarà in grado di distinguere l’arte dall’artificio, che percepirà come noioso il virtuosismo ostentato e se ballerà non lo farà per il gusto edonistico di esibirsi ma per il piacere di condividere col mondo  la propria energia e le proprie emozioni. Questa persona sarà libera da quei cliché che identificano e cristallizzano ogni genere di danza in un’immagine convenzionale o in dei colori o in delle movenze stereotipate (il tutù per il classico, il rosso e nero per il Flamenco, le monetine per la danza araba); non si lascerà più suggestionare dagli effetti scenici, non si farà ingannare da atteggiamenti enfatizzati, non rimarrà deluso da costumi stilizzati ma guarderà oltre l’apparenza.
L’esistenza di persone in grado di guardare alla sostanza, di distinguere l’Arte dal mero intrattenimento, di apprezzare il valore artistico di una performance, secondo me rappresenta una ricchezza inestimabile sia per i professionisti della Danza che per l’Arte in generale.
Quello che vorrei vedere nel pubblico, negli amatori della Danza ed anche nei danzatori è una maggiore sensibilità artistica ed è questo l’obiettivo del mio fare cultura insegnando, danzando e scrivendo.

 Pubblicato su ABACO n° 16-17, rivista di cultura contemporanea pagina 22

lunedì 9 settembre 2013

La Danza è Arte

La Danza non è una disciplina che si può praticare per svagarsi e divertirsi, per questi scopi ci sono i balli da sala, le discoteche e tante altre attività ludiche.
Per fare movimento, scatenarsi, dimagrire e potenziare i muscoli invece ci sono le palestre e tanti sport all’aperto.
La Danza è una disciplina artistica, se la si ama davvero non ci sono limiti di età per avvicinarla ma l’approccio deve essere quello che si confà ad un’Arte.

La Danza si studia per passione perché richiede una tale dedizione che solo una motivazione forte può sostenere .

martedì 23 luglio 2013

Prove aperte del GM Ballet a Palazzo Strozzi Firenze 2013

Terza edizione della splendida iniziativa di aprire al pubblico la fase creativa di una coreografia di Giorgio Mancini nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Strozzi a Firenze col GM Ballet su musica dal vivo.
Un pianoforte, quattro danzatori professionisti ed un artista creativo in una meravigliosa location rinascimentale ed è subito la magia.
E’ un’opportunità rara e preziosa poter osservare così da vicino come collaborano fra loro coreografo e danzatori; esperienza utile e stimolante per chi è del settore e per i profani è l’occasione di poter capire quanto grande sia il lavoro che sta dietro ad un Balletto. La rappresentazione finale, quella che siamo abituati a vedere in teatro, è frutto di una lunga e meticolosa opera d’interazione tra musica, corpi, intelletto, spazio, energie e sensibilità.

Vedere le prove permette di cogliere la sostanza di ciò che il coreografo intende trasmettere, qui il movimento dei ballerini, senza trucco né costumi né luci, è puro ed essenziale ed il messaggio emotivo arriva diretto nella pancia degli spettatori.

Le indicazioni che il coreografo impartisce permettono di capire chiaramente come uno stesso passo possa risultare diverso a seconda dell’intensità, dell’input e della dinamica che gli viene data. La cura che richiede ogni singolo passaggio provato tante volte finché non risponde perfettamente all’intenzione di chi lo sta creando, la scelta tra varie possibilità con cui uno stesso corpo può realizzare un singolo movimento (più leggero, più trattenuto o più fluido) sono tutte sfumature che non si possono cogliere durante lo spettacolo ma solo nella fase di elaborazione.
L’alto livello di questi danzatori abilmente diretti da Giorgio Mancini sulle note di Beethoven ci regalano momenti preziosi da non perdere, appaganti per l’occhio e per l’anima.


Fino al 27 luglio dalle 18 alle 19,30 (tranne il giovedì) con performance finale l’ultimo giorno.

venerdì 19 luglio 2013

La classe di un ballerino

La classe di un ballerino si rivela ancor prima che inizi a danzare quando sta fermo, si vede dal modo in cui si riscalda e si prepara ad andare in scena, dall’atteggiamento che tiene dietro le quinto e dal modo di camminare.
La classe è una qualità insita nella persona, e chi ce l'ha non ha bisogno di dimostrarla.


giovedì 18 luglio 2013

I moderni mecenati della Danza

Ogni forma di Arte in tutti i tempi per raggiungere il suo massimo splendore ha ricevuto l’aiuto di grandi mecenati che hanno messo gli artisti in condizione di sviluppare al meglio la propria creatività. Un artista ha bisogno dei suoi tempi, di spazi adeguati, di materiali o di strumenti talvolta molto costosi, ed inoltre deve mangiare come tutti gli esseri umani. Purtroppo anche nell’Arte come nella vita quotidiana il denaro è un elemento determinante per la sopravvivenza. Chissà quante opere d’arte saranno rimaste incompiute per mancanza di fondi? Se non ci fossero stati nobili illuminati e signori ambiziosi probabilmente non avremmo avuto il nostro Rinascimento o almeno non così grandioso come lo conosciamo noi. Cosa avrebbero fatto Michelangelo e Leonardo da Vinci senza Lorenzo il Magnifico? Sarebbero stati anche loro dei bohémien?
Il ruolo dei mecenati in età moderna è stato in parte rimpiazzato dagli sponsor che però sostengono quasi esclusivamente tutto quello che è commerciale (più interessati allo sport ed alle grandi manifestazioni che non all’Arte) ed in teoria dallo Stato per il quale purtroppo Arte e Cultura sono l’ultimo punto in bilancio.
Quante forme d’Arti si saranno estinte e quanti artisti sono rimasti nell’ombra perché nessuno li ha finanziati? Una discipline artistica deve incontrare il favore del pubblico ed essere sovvenzionata altrimenti è destinata a morire, così come avviene anche per l’artigianato e quando un settore scompare affondano con lui interi gruppi professionali e tutto il loro indotto.

Tra tutte le arti la Danza è sempre stata la più povera, se un teatro è in crisi il primo ad essere tagliato è il Ballo. La Danza non ha avuto mai grandi mecenati, più che altro si è retta sempre grazie agli amatori, e sono prevalentemente i gusti del pubblico a determinare la sopravvivenza di un genere di danza piuttosto che un altro, nel bene e nel male. Indipendentemente dai meccanismi che influenzano gusti e mode (argomento che non voglio toccare), di fatto le repliche di uno spettacolo dipendono in gran parte dall’affluenza degli spettatori così come un corso di danza va avanti solo se c’è un numero sufficiente di allievi. Le scuole di ballo vivono soprattutto sugli amatori, adulti e bambini; sono gli amatori che danno lavoro ai professionisti. I maestri di danza avrebbero pochissimi allievi se insegnassero solo ai professionisti o a chi aspira a diventarlo. Se nessuno andasse a vedere spettacoli di danza, i teatri non metterebbero balletti in programmazione e le compagnie si scioglierebbero. I ballerini di professione dovrebbero trovare altri modi per mantenersi e senza alcuna prospettiva di lavoro non ci sarebbero più nemmeno corsi di formazione professionale e le scuole di danza finirebbero col chiudere i battenti. Tante danze antiche anche bellissime sono state completamente dimenticate perché non interessavano più a nessuno. Altre invece hanno avuto una sorte decisamente migliore come il Flamenco per esempio che si è salvato grazie alla passione che ha suscitato a livello internazionale. Il Flamenco è sopravvissuto e continua a fiorire soprattutto grazie a tantissime persone che lo seguono da ogni parte del mondo, che lo studiano e che vanno appositamente in Spagna per viverlo da vicino. Tutti questi amatori, che nella vita quotidiana sono dediti a mille cose diverse, sono finanziatori più o meno inconsapevoli che per coltivare la propria passione investono in quest’arte sostenendola e mantenendola sempre viva. Gli amatori non sempre sono buoni intenditori, è vero, ma in ogni caso è grazie soprattutto a loro che in Spagna proliferano scuole e tablao flamenchi e che i festival sono affollatissimi. Tanti musicisti, ballerini, cantaor e maestri non avrebbero di che vivere se il Flamenco non fosse tanto amato anche dagli stranieri.
Anche in Italia bisogna riconoscere che la spinta propulsiva che tiene in vita il mondo della Danza con tutto il suo entourage non sono le sovvenzioni pubbliche quanto tutte quelle persone che per passione o per diletto scelgono di seguire un corso di danza o un seminario. E’ proprio grazie a loro, lavoratori spesso costretti tutto il giorno in attività che non amano affatto, che le scuole di ballo vanno avanti e che tante altre persone possono ancora trovare nella Danza la loro unica fonte di sostentamento ed avere il privilegio di dedicarsi a quest’Arte a tempo pieno.
Questo variegato popolo di amatori può essere considerato secondo me una sorta di mecenate dei nostri tempi e visto in quest’ottica merita la riconoscenza di tutti i professionisti della Danza, sia insegnanti che ballerini.

martedì 19 marzo 2013

I miei mestri di Danza

Alcuni degli insegnanti di Danza che hanno inciso di più sulla mia formazione (nell'ordine cronologico in cui li ho incontrati):

Anna Berardi la mia maestra di Danza Classica, Prima Ballerina del MaggioDanza di Firenze, “Premio Enrico Cecchetti Oscar della Danza” e partener dei più grandi ballerini del mondo

Josè Fernando Hiram del Rio Peluch il mio primo maestro di Danza Spagnola, coreografo produttore madrileno, premio internazionale A.I.C.S. Una vita per la danza (nella foto), direttore della Compagnia Italiana di Balletto Spagnolo

Maria Luisa Goméz detta Cuca  (a sin) ballerina e maestra di Flamenco, nacchere e Classico Spagnolo, laureata al Real Conservatorio de Danza de Madrid


Roberta Bongini (a destra) la mia maestra di Danza Espressiva araba ® e di coreografia, danzatrice, attrice, regista e coreografa nonché fondatrice del Teatro dell’Arcano con Kassim Bayatly (regista iracheno studioso di teatro e cultura araba)





Antonio Castro detto Antonete, maestro e bailaor cordobese di fama internazionale, ha danzato nei più prestigiosi tablaos della Spagna, attualmente direttore artistico del tablao El Arenal e del suo estudio de baile a Siviglia

mercoledì 5 settembre 2012

Come scegliere un maestro di Danza

Un insegnante è una guida a cui affidiamo il nostro percorso in un determinato campo, dobbiamo dargli la nostra fiducia ma individuare tra tanti maestri quale seguire non è tanto facile soprattutto per chi si avvicina ad una disciplina per la prima volta.
A chi mi chiede consiglio sul criterio da seguire per scegliere un insegnante di danza suggerisco quello che farei io. Prima di tutto raccoglierei informazioni partendo da un’attenta lettura del curriculum vitae per capire come si è formato, che tipo di esperienza abbia e con chi ha lavorato. Sfruttando gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, oggi si possono trovare foto e spesso anche video su internet e farsi velocemente un’idea dell’attività e del metodo di un maestro. Se non ci sono né filmati né immagini on line i casi sono 2: o si tratta di una persona parecchio in là con gli anni che quindi potrebbe avere un bel po’ di esperienza (caso raro), oppure c’è il rischio che ne abbia troppo poca (cosa che non è buon segno ovviamente). Teniamo anche presente che non sempre chi balla bene è altrettanto bravo ad insegnare e che esistono ottimi maestri che come ballerini non si sono distinti.
Il secondo passo è la conoscenza diretta del maestro, fare una lezione di prova, parlarci e, se danza, andare a vederlo dal vivo .
Meglio non fidarsi di chi dice che danzare è facile (non esiste una danza facile), o di chi promette di fare imparare tante cose in poco tempo (nella danza si parla di anni non di mesi, e due o tre anni sono poco tempo) né di chi insegna coreografie prima della tecnica o solo passi senza tener conto della postura del corpo. Cerchiamo di capire le modalità con cui un’insegnante trasferisce le proprie competenze senza lasciarci prendere dall’attrattiva del veloce e divertente; non chiediamogli quindi in quanto tempo ci metterà in grado di danzare ma, semmai, in che modo intende farlo, con quale didattica.
Un buon insegnante ad un aspirante allievo prima di tutto chiede se e quali attività fisiche ha fatto in passato e non gli dirà quanto tempo ci vuole ad imparare a ballare perché sa che molto spesso non basta una vita per arrivare a ballare bene, e comunque dipende dall’attitudine personale e soprattutto dall'impegno e da quante ore alla settimana si dedicano allo studio della danza. Anche osservare gli altri allievi aiuta a capire dove conduce la strada seguita da questo maestro.
Non lasciamoci influenzare dalle suggestioni che un genere di danza suscita in noi, dal fascino dei costumi delle danzatrici o dai confort e dall’immagine della struttura in cui si svolgono i corsi, sono tutte cose secondarie e spesso anche fuorvianti.
Scegliere un insegnante è una cosa che richiede una certa consapevolezza e se vogliamo trovarne uno valido bisogna considerare tutti gli elementi sostanziali del suo lavoro, non solo il feeling che può nascere al primo impatto.