Al pianoforte Fernando Valsangiacomo
Al ballo Manuela Rapi
Seguirà aperitivo con prenotazione e contributo responsabile
La Danza da Oriente a Occidente attraverso la Spagna
Un viaggio sentimentale nella musica del cuore
Con Manuela Rapi al ballo
Martselina Davitaya al violino
Gigi Cardigliano voce e chitarra
INGRESSO LIBERO
Organizzato da Itaca San Domenico - I libri di Mompracen (residenza per scrittori ed artisti).
Possibilità di aperitivo dalle h 19 su prenotazione ilibridimompracem@gmail.com
DOVE: Via San Domenico 22 Firenze
Quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante.
INGRESSO LIBERO
giovedì 10 luglio
dalle ore 19,00
Giardino delle Rose
Viale G. Poggi 2 (vicino al P.le Michelangelo)
SAPHIR
Quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante
Performance
di danza e violino con un omaggio a Bizet a cento anni dalla sua
scomparsa ed al maestro Josè Fernando Hiram.
Di e con Manuela Rapi
Al violino
Martselina Davitaya
Dalle 18,15
Ingresso libero
Tra Flamenco e Caribe
Travolgente spettacolo di Flamenco con ballo e musica dal vivo
per la prima volta al Giardino delle Rose
ore 18,15
Ingresso libero
Performance di danza e violino con Manuela Rapi e Martselina Davitaya
Giovedì 27 giugno 2024
ore 18,30
Estate fiorentina
Giardino delle Rose Viale Poggi
Firenze (Piazzale Michelangelo)
Venerdì 15 settembre
con Manuela Rapi al ballo e Martselina Davitaya al violino
INGRESSO LIBERO
"Tu suoni per il vento e viaggi dove la pace sussurra tra le piante” (A. Merini)
Quando i colori della seta si fondono con quelli dei fiori, i violini ballano e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante.
I Primi ballerini Manuela Rapi e Alessandro Ciardini insieme alla soprano Dominka Zamara saranno accompagnati dall'Orchestra Nuova Europa e da due gruppi di allievi.
Il programma spazia dalla danza classica al Classico spagnolo mettendo in scena alcune danze di Schiaccianoci, il Minuetto e il Fandango di Boccherini. il Bolero di Ravel e i brani più celebri della Carmen di Bizet.
Evento organizzato da Omega Musica
I biglietti già in vendita on line potranno essere acquistati anche il giorno stesso al Teatro.
INFO: 338 2566236 www.omegamusica.org e Teatrodante Carlo Monni, 055 8940864
Il tamburello è nato
insieme alla musica delle antiche civiltà del Mediterraneo e di quelle
asiatiche (India), dove veniva utilizzato soprattutto durante feste, banchetti
e cerimonie per accompagnare canti e danze. Ebbe un grande successo alla fine
dell’800 con la Carmen di Bizet e da allora è stato associato
all'immagine della zingara (lo ritroviamo anche nelle mani di Esmeralda).
Essendo antichissimo
l’origine è incerta: pare che esistesse già nel II° millennio a.C. e di sicuro
veniva usato dai Sumeri, dagli Ittiti e dagli ebrei mentre le sacerdotesse
egizie lo suonavano nelle danze dedicate alla Dea Iside. 
Fu nella Magna Grecia che assunse l’attuale forma rotonda e più tardi si diffuse in Europa con le
invasioni arabe della Spagna e dell’Italia meridionale (in Calabria era già
noto nel VI secolo a.C.). Nell'antica Roma lo troviamo nelle mani della Dea
Cibele (foto a destra).
Per via dei sonaglini,
il tamburello è stato chiamato cembalo dal Boccaccio. Ma nel Medioevo era
ancora uno strumento rozzo con sonagli grossi e pesanti, veniva usato dai
menestrelli, dagli attori, dai giocolieri e grazie a loro verso la metà del
1500 divenne ebbe una grande diffusione in Italia, Spagna e Francia del Sud,
tanto da assumere nel 1564 il nome di Tamburello Basco (che
è caratterizzato dai piattini inseriti lungo la circonferenza).
E’ stato il Marchese Folco
Baroncelli 5 secoli più tardi a
fare ottenere ai gitani il diritto di venerare pubblicamente la loro Santa.
In
tutte le processioni di Santa Sara e le Marie, i gardians marciano su candidi destrieri bardati di tutto punto:
cappello nero da cow-boy, jeans in pantaloni versione provenzale, camicie souleiado
colorate a piccoli disegni e croce della Camargue al collo.
Il giorno seguente una analoga processione, molto più
tranquilla, porta al mare le due Marie (foto a sinistra) accompagnate dai guardiani e dai camarguesi
nei costumi tradizionali ma senza il seguito dei gitani, mentre il terzo giorno,
il 26 maggio, per la commemorazione del Marchese, vengono organizzati giochi a
cavallo e corride non cruente nell'arena di Saintes Maries de la Mer. A questo
punto però la maggior parte dei gitani è già in partenza e il villaggio ritrova
pian piano la sua consueta tranquillità.
La musica è un aspetto fondamentale della cultura Rom: essa è innanzitutto un mezzo di trasmissione di valori e tradizioni. Si basa sull’improvvisazione ed è tramandata di padre in figlio.![]() |
| Bang zigana Camargue 2018 |