Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

lunedì 30 marzo 2026

16 aprile Concerto di tango e danza spagnola


Concerto di tango argentino e di musica latino-americana con interventi di danza spagnola a Firenze nel piccolo teatro della scuola Waldorf

ore 18,30 giovedì 16 aprile 2026

Al pianoforte Fernando Valsangiacomo
Al ballo Manuela Rapi

Seguirà aperitivo con prenotazione e contributo responsabile

INFO e prenotazioni omardarder82@gmail.com





 

venerdì 18 luglio 2025

Danza e violino 29 luglio Sesto Fiorentino


 

Musica e danza 22 luglio Firenze


Concerto con interventi di danza martedì 22 luglio h 20 a Firenze

Un viaggio sentimentale nella musica del cuore

Con Manuela Rapi al ballo

Martselina Davitaya al violino

Gigi Cardigliano voce e chitarra

INGRESSO LIBERO

Organizzato da Itaca San Domenico - I libri di Mompracen (residenza per scrittori ed artisti).

Possibilità di aperitivo dalle h 19 su prenotazione ilibridimompracem@gmail.com

DOVE: Via San Domenico 22 Firenze

martedì 1 luglio 2025

Danza e violino 10 luglio 2025 Giardino delle Rose Firenze


 Saphir

Quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante.

Performance di danza e violino con un omaggio a Bizet nel centenario della sua scomparsa ed uno al Maestro Josè Fernando Hiram che ci ha lasciati da 20 anni.

Di e con Manuela Rapi al ballo
Al violino Martselina Davitaya

INGRESSO LIBERO

giovedì 10 luglio

dalle ore 19,00

Giardino delle Rose

Viale G. Poggi 2 (vicino al P.le Michelangelo)


martedì 13 maggio 2025

Danza e violino 29 maggio Firenze Giardino delle Rose


 Giovedì 29 maggio 

SAPHIR

Quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante

Performance di danza e violino con un omaggio a Bizet a cento anni dalla sua scomparsa ed al maestro Josè Fernando Hiram.

Di e con Manuela Rapi
Al violino Martselina Davitaya

Dalle 18,15

Ingresso libero


Giardino delle Rose 
Viale Poggi Firenze

venerdì 30 agosto 2024

Flamenco live al Giardino delle rose 14 settembre 2024


 Sabato 14 settembre a Firenze 

Manuela Rapi e Luigi Cardigliano 
in

Tra Flamenco e Caribe

Travolgente spettacolo di Flamenco con ballo e musica dal vivo 

per la prima volta al Giardino delle Rose

ore 18,15

Ingresso libero

lunedì 26 agosto 2024

Danza e violino 27 agosto Firenze


Performance di danza e violino con Manuela Rapi e Martselina Davitaya

ZEFIRO, quando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante

Martedì 27 agosto


 

domenica 9 giugno 2024

Flamenco al Giardino delle Rose 27 giugno


Tra Flamenco e Caribe 

Manuela Rapi al baile e Luigi Cardigliano voce e guitarra  per la prima volta insieme al Giardino delle Rose con le atmosfere travolgenti di Spagna e Caraibi.

Giovedì 27 giugno 2024

ore 18,30

Estate fiorentina

Giardino delle Rose Viale Poggi

Firenze (Piazzale Michelangelo)


lunedì 13 maggio 2024

Danza al Giardino delle Rose Firenze 23 maggio 2024


Manuela presenta: 
Zefiroquando al soffio di Primavera i colori delle sete si fondono con quelli dei fiori e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante. 
Performance di danza con suggestioni gitane ed echi di grandi artisti italiani (Botticelli, Vivaldi, Alda Merini, ecc.).

In onore di Giacomo Puccini nel centenario della sua scomparsa

Con Manuela Rapi al ballo e Martselina Davitaya al violino

Giovedì 23 maggio ore 18,30

Ingresso libero

martedì 7 maggio 2024

Rondò veneziano 12 maggio Firenze


 

Domenica 12 maggio ore 21

Concerto e danze sui brani del gruppo celebre negli anni '80 Rondò veneziano che ha rivisitato la musica barocca in chiave pop e rock.

TeatroDante Carlo Monni

Alle porte di Firenze

venerdì 8 settembre 2023


 Ultimo appuntamento dell'estate 2023

Venerdì 15 settembre 

con Manuela Rapi al ballo e Martselina Davitaya al violino

INGRESSO LIBERO

"Tu suoni per il vento e viaggi dove la pace sussurra tra le piante” (A. Merini)
Quando i colori della seta si fondono con quelli dei fiori, i violini ballano e la musica si fa immagine nel corpo di una donna danzante.


giovedì 22 dicembre 2022

Concerto e Danza Capodanno 2023 Firenze


Spettacolo di beneficienza il pomeriggio del 1° gennaio 2023 a Firenze con l'Orchestra OMEGA, la soprano Dominika Zamara e i Primi ballerini Manuela Rapi e Alessandro Ciardini.
Alcuni brani come i valzer di Strauss saranno solo per orchestra. Il Minuetto e il Fandango di Boccherini verranno interpretati da Manuela e Alessandro. Quelli della Carmen di Bizet vedranno in scena danzatori e cantante.

Ingresso a offerta libera in favore di Fondo Essere.
Organizzato dal Quartiere 4 in collaborazione col Comune di Firenze e l'Esselunga

Hotel Hilton (zona Isolotto Firenze)


giovedì 1 dicembre 2022

Domenica 18 dicembre alle ore 17,00, concerto di danza e musica classica e spagnola al TeatroDante di Campi Bisenzio alle porte di Firenze.

I Primi ballerini Manuela Rapi e Alessandro Ciardini insieme alla soprano Dominka Zamara saranno accompagnati dall'Orchestra Nuova Europa e da due gruppi di allievi.

Il programma spazia dalla danza classica al Classico spagnolo mettendo in scena alcune danze di Schiaccianoci, il Minuetto e il Fandango di Boccherini. il Bolero di Ravel e i brani più celebri della Carmen di Bizet.

Evento organizzato da Omega Musica

I biglietti già in vendita on line potranno essere acquistati anche il giorno stesso al Teatro.

INFO: 338 2566236  www.omegamusica.org e Teatrodante Carlo Monni, 055 8940864 


sabato 11 giugno 2022

"Flamenco Flamenco" film di Saura 3 luglio 2022


 Manuela Rapi presenta Flamenco dal vivo ed il film Flamenco Flamenco di Saura.

Domenica 3 luglio ore 21,15 al Parco d'Arte Pazzagli Ecorinascimenti

La proiezione della celebre pellicola del 2010 (di circa una ora e mezzo) sarà preceduta da una breve performance di danza con la partecipazione del ballerino Alessandro Ciardini.
L’occhio del grande regista Carlos Saura, ci immerge nel Flamenco di oggi insieme ai più grandi artisti degli ultimi vent’anni, tra i quali Paco de Lucia, Eva Yerbabuena, Sara Baras, Estrella Morente e Farruquito.
Un’esperienza travolgente sia per gli appassionati che per i neofiti.
Ingresso al Parco a pagamento
Dove:
Il Parco d'Arte Enzo Pazzagli si trova in via Sant'Andrea a Rovezzano 5, proprio sull’Arno poco prima del Ponte a Rovezzano.
Come arrivare: con l’autobus 14 A; dall’autostrada uscita Firenze sud.
Venendo dal centro di Firenze si prosegue lungo l’Arno oltrepassando il Tuscany Hall (ex Teatro Tenda), il campeggio e all'altezza della caserma sulla destra inizia via Sant’Andrea a Rovezzano.
Dove parcheggiare l’auto: subito dopo il Ponte a Rovezzano sulla destra c’è un grande parcheggio, da lì il parco si raggiunge in 5 minuti a piedi tramite il sottopassaggio.

mercoledì 8 giugno 2022

Danza spagnola Forte Belvedere Firenze 30 giugno 2022

Spettacolo di Danza spagnola con musica dal vivo giovedì 30 giugno al Forte Belvedere

Al ballo Manuela e Alessandro
Musica a cura di Ensemble OMEGA
ore 21,00
biglietto intero10 euro

Davanti ad un panorama mozza fiato, in cima ai bastioni cinquecenteschi, Manuela e Alessandro daranno vita ad una serata magica accompagnati da archi, pianoforte e chitarra sulle più celebri arie della Carmen di Bizet, del Fandango di Boccherini e di altri grandi autori.


INFO www.omegamusica.org cell 338 2566236

Biglietto intero 10 euro, ridotto per soci OMEGA e Coop 8 euro, studenti 5 euro
Possibilità di prenotare tavolo per aperitivo, apericena o bevuta al 393 8137277

lunedì 28 ottobre 2019

Manuela Rapi presenta Latcho Drom, il meraviglioso docu-film musicale di Gatlif, il quale, con la sua grande maestria di regista e di musicista, ha saputo rappresentare l'evoluzione della musica e delle danze del popolo Romanì nelle diverse terre in cui si sono fermati, dall'India alla Spagna, attraverso il Nord-Africa e l'Europa dell'Est.

Domenica 1° dicembre ore 20 al Nexus Studio di Firenze
via Rismondo 14
Il film sarà proiettato su grande schermo e sarà preceduto da una breve introduzione a cura di Manuela.Non è prevista bigliettazione, la visione è gratuita, chiediamo solo un contributo di 5 euro a testa per le spese vive della struttura che ci ospita.Durata del film: 1 ora e 45 minuti

Tony Gatlif, è un regista, sceneggiatore, compositore, attore e produttore cinematografico francese. Nato ad Algeri, durante la dominazione francese, nel 1948 da padre cabilo (algerino) e da madre di etnia rom, si trasferisce con la famiglia in Francia nel 1960. Ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2004 con il film Exils e due volte il Premio César per la migliore musica da film, nel 1999 con Gadjo dilo - Lo straniero pazzo e nel 2001 con Vengo - Demone flamenco.


Latcho drom (Buon Viaggio in lingua romanì) è un film documentario del 1993 che parla dei viaggi, delle musiche e delle danze dei gruppi Gipsy provenienti da Rajastan (India), Egitto, Turchia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Francia e Spagna. Gli interpreti non sono attori ma persone del popolo.
"Il regista sembra ascrivere all'emulazione dei suoni ascoltati la naturalezza con cui ogni situazione si trasforma in musica, fino a scatenare un processo di ripetizione infinito, che è il germe della tradizione e della riconoscibilità delle armonie musicali tzigane e contemporaneamente esprime in questo modo il paradosso secondo il quale, a fronte del bisogno di mantenersi ai margini dei consessi culturali che attraversano, i nomadi finiscono con il custodire l’anima delle creazioni musicali di ogni singolo popolo con cui vengono in contatto, grazie alla versatilità di apprendimento e alla disposizione a contaminare il proprio patrimonio linguistico con le scoperte fatte durante i loro spostamenti; non si tratta di copiature, ma di adattarsi ai luoghi che ospitano la storia degli zingari attraverso la costante duplicazione infinita dei ritmi ascoltati da questi depositari della memoria." cit.

giovedì 28 febbraio 2019

Il tamburello



Il tamburello è nato insieme alla musica delle antiche civiltà del Mediterraneo e di quelle asiatiche (India), dove veniva utilizzato soprattutto durante feste, banchetti e cerimonie per accompagnare canti e danze. Ebbe un grande successo alla fine dell’800 con la Carmen di Bizet e da allora è stato associato all'immagine della zingara (lo ritroviamo anche nelle mani di Esmeralda).
Essendo antichissimo l’origine è incerta: pare che esistesse già nel II° millennio a.C. e di sicuro veniva usato dai Sumeri, dagli Ittiti e dagli ebrei mentre le sacerdotesse egizie lo suonavano nelle danze dedicate alla Dea Iside.
Fu nella Magna Grecia che assunse l’attuale forma rotonda e più tardi si diffuse in Europa con le invasioni arabe della Spagna e dell’Italia meridionale (in Calabria era già noto nel VI secolo a.C.). Nell'antica Roma lo troviamo nelle mani della Dea Cibele (foto a destra).

Per via dei sonaglini, il tamburello è stato chiamato cembalo dal Boccaccio. Ma nel Medioevo era ancora uno strumento rozzo con sonagli grossi e pesanti, veniva usato dai menestrelli, dagli attori, dai giocolieri e grazie a loro verso la metà del 1500 divenne ebbe una grande diffusione in Italia, Spagna e Francia del Sud, tanto da assumere nel 1564 il nome di Tamburello Basco (che è caratterizzato dai piattini inseriti lungo la circonferenza).

Tra il tardo Rinascimento e il Barocco, sopravvisse solo come strumento popolare in Spagna e in Italia. Nel XVIII secolo, prima della rivoluzione, la Francia lo incorporò nella sezione delle percussioni.

Nel diciottesimo secolo cominciò ad essere inserito nelle opere di grandi autori classici: il primo fu Gluk seguito da Mozart che lo utilizzo nelle Danze tedesche. Nel diciannovesimo secolo Ramziskij-Korsakov lo inserì nel Capriccio spagnolo e nella Sherasade e Strauss lo usò nella Danza di Salomè per creare un’atmosfera orientale arcaica. Ma, come abbiamo detto in apertura, a portare il tamburello all'apice della popolarità fu Bizet che lo utilizzò nella canzone dei gitani (chanson Bohème) della sua Carmen.

È tuttora molto diffuso in Turkestan, Iran, Turchia, Serbia, Albania, Siria e Marocco (dove costituisce uno strumento indispensabile per le danze sacre) e nel sud Italia (è il simbolo della Pizzica).
A seconda del paese di origine, si differenzia per la presenza di sonagli (anelli o piattini) e per le dimensioni. Esiste infatti in diverse varianti, che presentano ciascuna delle sottili differenze, per esempio il tamburello basco (detto semplicemente tamburello o cembalo) si distingue da quello a mano per la presenza di piattini/sonagli/cimbali.

(Vedi Le percussioni di Guido Facchin)

mercoledì 20 febbraio 2019

Festa dei gitano in Camargue

La Patrona dei gitani a Saintes Maries de la Mer
(Foto sopra di G. Boradori) 
Storia e leggenda

Nella cripta della chiesa-fortezza di Saintes Maries de la Mer sono conservate le reliquie di Sara, la Santa che, pur non essendo mai stata canonizzata, viene portata in processione ogni 24 maggio dal 1935 con l’avallo della Chiesa Cattolica.
Ci sono varie teorie sulla storia di Sara, la cui carnagione scura rappresentata nella statua spesso induce a confonderla con la Vergine Nera (simbolo della terra prima della fecondazione).

Il fatto che la patrona dei gitani sia chiamata Sarah-la-Kali è alla base dell’ipotesi che la vede legata al culto indiano della dea Kali, il che avvalora la teoria secondo cui molte comunità Rom arrivarono dall'India alla Francia nel IX secolo d.c.
C’è un’altra leggenda che lega Sara alle Cristiane Marie del Mare (celebrate il 25 maggio): Maria Salomè e Maria di Giacomo, fuggite in barca dalla Palestina nel 48 d.c. insieme ad altri discepoli, approdarono in Gallia e si stabilirono nell'attuale Saintes Maries de la Mer di cui sono ufficialmente Patrone.
Su come si collochi Sara in questa leggenda ci sono due ipotesi principali: la più convalidata dice che fosse la serva delle Marie e che le seguì probabilmente dall'Egitto (cosa che giustificherebbe il volto nero); l’altra che vivesse già sulla costa francese, che le abbia accolte e che si sia successivamente convertita al cristianesimo. In questo caso il volto scuro sarebbe dovuto all'identificazione con Iside la dea egizia il cui culto era presente in Gallia e dal quale deriva anche la figura della Vergine Nera.
Si crede che Sara sia sepolta nella Chiesa di Saintes Maries de la Mer insieme alle due Marie. I loro corpi pare che siano stati ritrovati qui nel XV secolo durante i lavori di ampliamento della cripta nella quale oggi troneggia la statua lignea della Santa dei gitani, (ricoperta di 59 abiti, corone, gioielli ed ex voto), mentre le reliquie delle Marie sono conservate in due teche di legno nella cappella superiore.
I gitani elessero Sara come loro protettrice ed iniziarono a frequentare la zona di Arles verso il 1438, ancora prima che le reliquie venissero scoperte. Le prime notizie di pellegrinaggi a Saintes Maries de la Mer risalgono però alla fine del 1400.

Il Marchese e i diritti dei gitani
E’ stato il Marchese Folco Baroncelli 5 secoli più tardi a fare ottenere ai gitani il diritto di venerare pubblicamente la loro Santa.
Il Marchese era poeta e allevatore francese di nobili origini fiorentine, discepolo di Frédéric Mistral, (esponente del felibrismo e canonizzatore della lingua occitana), nonché padre del mito camarguese (basato sulle tradizioni di questa regione che rinnovò ispirandosi al Wild West Show di Buffalo Bill, all'epoca del suo passaggio nel sud della Francia). Negli anni ’20 trasformò Sainte Maries de la Mer in una cittadella delle tradizioni taurine ed equine, stabilì il costume del gardian (il mandriano provenzale), fece realizzare il simbolo della Camargue, ovvero la croce camarguese (formata da un cuore e un'ancora, simbolo di fede, speranza e carità) e nel 1928 fece istituire la Riserva naturale della Camargue (ponendo le basi per l’attuale Parco naturale). Ma è per la sua forte posizione in favore delle minoranze oppresse che il 26 maggio di ogni anno viene organizzata una giornata in memoria del Marchese, alla presenza dei gitani, di gruppi folcloristici e dei guardiani a cavallo. I gitani lo considerano il loro benefattore che si è battuto per i loro diritti.
In tutte le processioni di Santa Sara e le Marie, i gardians marciano su candidi destrieri bardati di tutto punto: cappello nero da cow-boy, jeans in pantaloni versione provenzale, camicie souleiado colorate a piccoli disegni e croce della Camargue al collo.  

Festa di Santa Sara e delle Marie

Ogni anno a maggio Saintes Maries de la Mer diventa il centro dell’universo Rom. Al raduno dei gitani (circa 10.000 da tutti gli angoli del mondo) partecipano anche migliaia di non gitani: turisti, fotografi, hippies, amanti del Flamenco, ecc. Una moltitudine variopinta unificata dalla musica che trasforma questo evento in una grande festa della tolleranza che ispirò Bob Dylan per la sua One more cup of Coffee.
Chitarre e violini celebrano per giorni Sara che è diventata simbolo della cultura rom. Enormi caravan e carri di legno sgargianti riempiono il lungomare e tutti i parcheggi già diversi giorni prima del 24 maggio. Per una decina di giorni nelle strade di questo paese della Camargue, si possono sentire violini tzigani, rumbe flamenche, canzoni balcaniche e brani gipsy jazz. Un vero crogiolo di ritmi e melodie che affondano le loro antiche radici nella musica popolare ebraica ed in quella orientale, e che risentono dell’influenze di musiche tradizionali dei diversi territori attraversati in secoli di migrazioni.

Nel pomeriggio del 24 maggio, la Santa Nera esce dalla chiesa sfilando su un carro trainato da 15 mansueti cavalli bianchi, coperta di drappi e mantelli coloratissimi donati dai fedeli. Uomini, donne e bambini a piedi nudi cantano e suonano mentre seguono la Statua cercando di baciarla e di toccarla. Finché il corteo, dopo un tortuoso percorso attraverso il paese, arriva alla spiaggia dove lo attendono altre centinaia di persone. I cavalli, abituati alla folla, arrivano lentamente alla battigia e si immergono in mare dove la Santa viene bagnata, seguita nel rito di purificazione da credenti e non.
Ma la festa non finisce qui, continua anche dopo la cerimonia, si va avanti a suonare e cantare dapprima sulla spiaggia, mentre i turisti cercano di asciugarsi i piedi per rimettersi le scarpe e i guardiani riportano in chiesa la Santa, e poi di nuovo per le vie del villaggio bevendo e danzando tutti insieme fino a notte.
Il giorno seguente una analoga processione, molto più tranquilla, porta al mare le due Marie (foto a sinistra) accompagnate dai guardiani e dai camarguesi nei costumi tradizionali ma senza il seguito dei gitani, mentre il terzo giorno, il 26 maggio, per la commemorazione del Marchese, vengono organizzati giochi a cavallo e corride non cruente nell'arena di Saintes Maries de la Mer. A questo punto però la maggior parte dei gitani è già in partenza e il villaggio ritrova pian piano la sua consueta tranquillità.
A Saintes Maries de la Mer non si va solo per vedere la festa dei gitani quanto per lasciarsi trasportare in un’altra dimensione. E’ un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, uno dei rari angoli di mondo scampato alla globalizzazione, originale, unico ed allo stesso tempo ricco di elementi provenienti da tradizioni diverse così ben amalgamati tra loro che sembra finto. Ed invece è uno dei posti più veri che io abbia mai conosciuto.

giovedì 31 gennaio 2019

Musica gitana

La musica dei Rom dall’Europa orientale alla Spagna 

Con il termine musica Rom o musica Gipsy si intende l’intera gamma musicale di questo popolo dalla quale, nel corso dei secoli, si sono sviluppati due importanti generi musicali diversi: il Flamenco e il Gipsy jazz o Jazz Manouche francese (quello delle band tzigane).
La musica è un aspetto fondamentale della cultura Rom: essa è innanzitutto un mezzo di trasmissione di valori e tradizioni. Si basa sull’improvvisazione ed è tramandata di padre in figlio.
Noti interpreti contemporanei di musica gitana: i Gipsy Kings (che hanno fondato il loro gruppo ad Arles) e Bregovic con la sua etno-music (vedi il film Underground).
Nel 1400, dopo secoli di migrazioni partite dall’Asia centrale, all’interno di questo popolo nomade si formarono tre principali gruppi relativamente stabili : uno tra i Balcani e l’Italia, uno in Francia (dedicato prevalentemente alle attività circensi) ed un altro in Spagna.
Per il viaggio dei gitani vedi il film Lachta Drom
Intorno al XVIII secolo, alcuni rom si stabilirono in Camargue, una regione che si trova più o meno a metà delle rotte dei nomadi tra Europa centrale e l’Andalusia.
La ricca varietà dei diversi filoni musicali degli zingari si incontra una volta l’anno a Saint Marie de la Mer, per celebrare la Patrona dei gitani. I Rom di tutto il mondo si ritrovano qui per festeggiare insieme suonando e cantando giorno e notte. Per una intera settimana nelle strade di questo paesino della Camargue, si possono sentire violini tzigani, rumbe flamenche, canzoni balcaniche e brani gipsy jazz.
Un vero crogiolo di ritmi e melodie che affondano le loro antiche radici nella musica popolare ebraica ed in quella orientale, e che risentono dell’influenze di musiche tradizionali dei diversi territori attraversati in secoli di migrazioni (egiziane, ungheresi, slave, russe, ecc.).
La musica Rom è particolarmente legata alla musica folk ebraica (maggiore interpretate contemporaneo: Moni Ovadia) e a quella balcanica, tanto che a volte distinguerle risulta veramente difficile. 
Quella dei Rom si può dire che rappresenti una sorta di collante della musica europea e medio-orientale.

Evoluzione della musica Rom in Spagna e in Francia

1.      Il Flamenco: nasce in Andalusia da una fusione di musica Rom, araba ed ebraica sefardita, successivamente alla riconquista della penisola Iberica meridionale da parte dei Cristiani , dopo circa 700 anni di dominazione dei Mori. Si sviluppa tra gli emarginati, diventando una forma di ribellione segreta. Fino all'inizio dell’800, il Flamenco rimane nell'ambito della vita privata, non esistono professionisti finché, durante il romanticismo, approda ai Café cantante dove comincia ad acquisire le sembianze del Flamenco che conosciamo oggi.
Per quanto nel Flamenco prevalga il timbro drammatico, tra le tante forme musicali appartenenti a questo genere, quella che nei secoli successivi si è diffusa di più nel resto d’Europa (attraverso le migrazioni dei gitani) è stata proprio la Rumba, la quale, risentendo delle sonorità cubane, è brillante e generalmente allegra. I primi a ballarla furono i gitani della periferia di Barcellona, per questo è detta anche rumba catalana. Viaggiando con le carovane che dalla Catalogna risalivano il litorale francese, la Rumba arrivò prima in Camargue e poi nel resto del continente.

2.      Il Gipsy jazz o Jazz Manouche: (anche noto come jazz europeo), nato in Francia negli anni ’30, unisce l'antica tradizione musicale dei Rom (che in Francia si chiamano appunto Manouche) col jazz-swing americano insieme ad un pizzico di Flamenco. Musica tipica delle band tzigane, è un mix delle culture musicali di tutta Europa.

Bang zigana Camargue 2018
Esempi celebri: alcuni brani della colonna sonora del film Chocolat tra cui la rivisitazione di uno composto originariamente da D. Reinhardt, il fondatore di questo genere musicale.